In un’afosa estate, all’indomani del ferragosto, a Bardia – un paesino della provincia di Nuoro – Redano Moncelsi, 35 enne scapestrato, musicista dilettante dedito agli stravizi e sempre ‘in bolletta’, ha accettato un lavoro come ‘badante’ presso l’ufficio per l’impiego. Dovrà recarsi a villa Bartleboom, nella Sardegna centrale, senza sapere esattamente di cosa dovrà occuparsi. Nella villa, un tempo grandiosa ma oggi decadente, ad accoglierlo un’anziana marchesa e sua nipote Aura. Redano dovrà tenere a bada sciami di mosche aggressive nel corso di sedute spiritiche che l’anziana fa per rievocare e riconciliarsi con lo spirito di un uomo suicidatosi a causa sua; questo il lavoro da svolgere. Ad interrompere l’andirivieni di Redano tra la villa e il paesino natio, in cui trascorre le serate a bere con gli amici di sempre, un incidente con la sua vecchia Twingo, un evento che fa da spartiacque tra la prima e la seconda parte del libro in cui il racconto ambientato in una dimensione altra, sospesa tra la vita e la morte, popolata da comatosi. Nel suo viaggio, in cui Redano sarà accompagnato dalla marchesa e sua nipote, a guidarlo sarà il giardiniere della villa, tal Virgilio, noto come Coscienza, dal quale sembrano dipendere i destini dei personaggi di cui è costellato il cammino. E’ così che Giangranco Cambosu, con il suo ultimo romanzo “I viaggioni di Redano” ci accompagna in un viaggio tra gli oscuri meandri della coscienza e un’umanità spesso alla deriva. Mentre la prima parte del racconto ha un approccio più descrittivo, leggero, quasi scanzonato, la seconda parte ha un approccio più intimo e filosofico, intriso di allegorie e riferimenti letterari; qui Redano, quasi fosse un novello Dante, viene accompagnato agli inferi da Coscienza alla ricerca dei ricordi più dolorosi del proprio passato, quasi avessero una funzione salvifica, necessari per tornare alla vita. Un romanzo originale e sorprendente, che offre diversi livelli di lettura, con una prosa avvincente, ricca, fluida e accattivante.
Bertoni editore
394 pp, 20 euro.
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