#Libri: Stregoneria

Il rapporto con il soprannaturale non è mai stato connesso soltanto al male, eppure nel corso dell’antichità è stata soprattutto la paura a relegare le streghe a pratiche oscure, destinandole ad una folle persecuzione. Con un saggio ricco di spunti e di approfondimenti, l’autrice torinese indaga il passato per comprendere il presente attraverso un viaggio che dalla demonizzazione ha trasformato la strega in una figura assimilabile ad una maga e ad una fata.

La stregoneria ha radici lontane che nel tempo hanno subito radicali modifiche. In particolare all’inizio, la stregoneria era più vicina alla medicina, quindi alla religione e infine alla magia. Ma quale è la causa alla base della caccia alle streghe che si è abbattuta in particolare – ma non esclusivamente – sulle donne e sulla loro malignità, per antonomasia facili prede del demonio?

La storia della stregoneria è un fenomeno complesso che porta con sé le paure dell’uomo e la sua necessità di individuare un colpevole – sovente identificato in una donna – da additare per spiegare l’inclemenza della sorte, fenomeno questo che ancora sussiste in alcune zone del mondo. “Dal 1450 e fino al 1700 inoltrato, con il propagarsi degli studi scientifici e lo sbocciare delle teorie che avrebbero fatto da base a molte delle tecniche moderne, una grande parte della popolazione si era affidata al “mondo delle ombre”, preferendo inventare colpe e colpevoli per purificare e arginare i drammi di un mondo in cambiamento: terremoti, tempeste, inondazioni, perdite del raccolto, carestie, epidemie…”

Alla fine di un viaggio tra inquisizione e ‘testi sacri’, esorcisti e uomini di legge, esoterismo e riscoperta di questa figura nella cultura moderna l’autrice sottolinea l’importanza dell’eredità della stregoneria intesa come ingiustizia e ottusità della repressione delle idee. Eppure, alla domanda se possa accadere una nuova caccia alle streghe possa interessare l’Europa, la risposta è tristemente affermativa.

Katia Bernacci

Diarkos

319pp, 19 euro

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