Un memoir familiare intenso e personale che affronta un segreto bruciante, scavando nel passato dell’autrice e, soprattutto, in quello dei suoi genitori. Raccontato come un’indagine, il libro si snoda attraverso l’esplorazione coraggiosa di una verità inaspettata che ha segnato la vita di Angese Pini fin dalla prima adolescenza.
In un pomeriggio come tanti dei suoi tredici anni, Agnese Pini, trovando un piccolo album rosso con la dicitura “Don Pini” scopre che suo padre era stato un prete.
Quella rivelazione segna di colpo la fine della sua infanzia e l’inizio di un percorso di confronto con una realtà difficile da accettare e ancor più da comprendere. Una realtà che l’autrice affronterà in buona parte da sola perché di quel ‘mistero’ in casa sembra impossibile parlare.
E così, ventisei anni più tardi, Agnese decide di affrontare apertamente questo segreto, cercando di dare voce alle domande rimaste tanto a lungo in sospeso. ‘La verità è un fuoco’, edito da Garzanti (329pp, 19 euro) è il memoir che ripercorre la storia di don Pini, il suo passato prima di incontrare Mira, la madre dell’autrice. Si interroga sulle motivazioni che hanno spinto il padre a lasciare il sacerdozio per amore, sul coraggio di sfidare ogni condanna per sposarsi e costruire una famiglia. Soprattutto, indaga su cosa abbia significato per entrambi i genitori portare dentro di sé una verità così scomoda e silenziosa.
Attraverso oggetti, ricordi di famiglia, fotografie e il racconto di chi ha conosciuto don Pini prima della svolta avvenuta alla fine degli anni Settanta, Agnese Pini ricostruisce un’Italia recente ma già lontana, un contesto sociale e religioso che ha inevitabilmente influenzato le scelte e le vite dei suoi genitori.
Con uno stile narrativo intimo, commovente e al tempo stesso lucido e implacabile, Pini, affermata giornalista, dimostra una grande capacità narrativa in grado di trasmettere al lettore un ventaglio di emozioni che vanno dalla vergogna alla rabbia, dal dolore alla riconciliazione, mostrando un bilico perenne tra il bisogno di sapere e la paura di scoprire, il desiderio di verità e il timore di affrontarla.
Attraverso un viaggio per ricomporre i pezzi del puzzle di una storia complessa, Agnese Pini cerca di riconciliarsi con il proprio passato e con i suoi genitori, sottolineando che inseguire qualsiasi verità, per quanto scomoda o dolorosa possa essere, è sempre e comunque liberatorio e un’occasione di rinascita.
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