Il noir che non ti aspetti nella Roma dei poteri e dei bassifondi: ‘La paura ti trova’

“La paura ti trova” di Fabrizio Roncone, ripubblicato da Marsilio Editore nel 2025 (266pp., 12 euro) – la prima pubblicazione è di Rizzoli, 2016 – è molto più del libro di esordio di una serie. È un biglietto da visita per un nuovo tipo di noir, un’immersione nella Roma nascosta, quella dei palazzi del potere e dei segreti inconfessabili, vista attraverso gli occhi di un personaggio unico e memorabile: il “cronista vinaio”. Marco Paraldi è un ex-cronista, ex inviato speciale che ha abbandonato le cronache per dedicarsi alla sua piccola vineria nel cuore di Roma, dietro Campo de’ Fiori. Eppure il suo vecchio istinto non è riuscito a seppellirlo sotto le casse di vino. È così che quando padre Bob, parroco di origini ghanesi di una parrocchia rimasta senza più fedeli, gli rivela la scomparsa di un bambino di 8 anni da un campo rom sotto il viadotto della Magliana – informazione quest’ultima che ha avuto da Zlatan, il fratello maggiore che è solito partecipare alle partite di calciotto organizzate nel campo dell’oratorio – Paraldi sente un richiamo al quale non può sottrarsi, gettandosi a capofitto nelle indagini. Tra appostamenti e pedinamenti, Paraldi – con un fiuto eccellente e una buona dose di fortuna – riesce ad intessere una fitta trama che dai palazzoni del Tuscolano ai condomini di Testaccio lo porta fino alle terrazze più esclusive del centro storico e alle spiagge del litorale romano tra spacciatori, deputati cocainomani, faccendieri e figure di dubbia moralità.

Sullo sfondo di una città crudele e violenta, il vinaio cinquantenne si destreggia aiutato dagli amici di sempre e da Chicca che, nonostante la sua ritrosia, potrebbe diventare qualcosa di importante.

La forza del romanzo risiede nella capacità di Roncone di costruire un’atmosfera densa, quasi palpabile. La Roma che descrive non è quella turistica, ma una città di contrasti, dove l’opulenza dei salotti si scontra con la solitudine dei vicoli, dove il potere si nutre di bugie e la paura è un ospite fisso.

Il finale aperto è forse l’unica pecca di un libro che si legge tutto d’un fiato. O forse è solo l’invito ad immergersi nei sequel, di cui l’ultimo è atteso in autunno.

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