Angry Birds, apologia dell’America?

http://opinione.it/cultura/2016/06/21/dalessandri_cultura-21-06/

Uscito in sala da meno di una settimana, Angry Birds sta già sbancando il botteghino. Il nuovo film d’animazione targato Warner Bros, diretto da Clay Kaytis e Fergal Reilly, basato sull’omonima serie di videogiochi, racconta una storia apparentemente semplice, che mostra però diversi livelli interpretativi e numerose chiavi di lettura. Una favola divertente per i cinefili più piccoli, un’apologia del sistema americano per gli accompagnatori più maturi.

In una pacifica isoletta vivono uccelli incapaci di volare. Tra loro c’è Red, scontroso ed emarginato, che si contraddistingue per proverbiali attacchi di ira. Dopo averne combinata un’altra delle sue, il giudice dei pennuti lo condanna ad un corso per il controllo della rabbia. Ed è proprio in questo contesto che Red conoscerà i suoi futuri compagni di avventura, il velocissimo Chuck e l’esplosivo Bomb. Un giorno sull’isola si vede arrivare una grossa nave dalla quale scendono due maiali verdi provenienti dall’Isola dei Maiali. I nuovi arrivati si mostrano da subito amichevoli, dichiarandosi pacifici esploratori e pertanto accettati di buon grado. Il numero di maiali aumenta però di giorno in giorno senza che gli uccelli mostrino preoccupazione: solo Red è insospettito e non si lascia coinvolgere dall’allegria generale. Un giorno, mentre tutti si divertono in una serata danzante organizzata dagli occupanti, Red scopre che l’isola è piena di esplosivo e che i maiali stanno approfittando della festa per rubare loro tutte le uova.

All’indomani del furto gli uccelli sono disperati. Il giudice e gli altri pennuti si scusano con Red per non averlo ascoltato, lasciando che accadesse il peggio. Red esorta quindi tutti alla rabbia e diventa il capo di una spedizione all’isola dei Maiali che ha come obiettivo il recupero delle uova. Il lieto fine è assicurato, come in ogni favola che si rispetti, ma i coraggiosi pennuti compiranno l’ardita impresa lasciando dietro di sé fiamme, macerie e distruzione.

Il racconto evidenzia quindi una catarsi per l’arrabbiato Red: da uccello emarginato si trasforma in eroe, leader della sua “gente”, con un evidente ammiccamento verso la rabbia dimostrata dal pennuto. Altri segnali non sfuggono all’occhio attento di un adulto: i maiali distraggono i pennuti elargendo loro “panem et circenses”. Proprio come nell’Antica Roma, gli occupanti cercano di assicurarsi il consenso popolare attraverso elargizioni di cibo (panem) e tramite l’organizzazione di attività di svago (circenses). Distratti e felici gli uccelli vengono praticamente annientati lasciando agli occupanti la possibilità di imporsi e raggiungere i propri obiettivi (e qui riecheggiano strategie comunicative utilizzate nella politica degli ultimi decenni che, focalizzando l’attenzione su questioni minori, sono state in grado di distrarre i popoli dai problemi reali del Paese).

Sul finale poi l’attacco degli uccelli all’isola dei Maiali avviene con una foga devastatrice così cieca da raderla al suolo per intero: gli uccelli abbatteranno le abitazioni, il castello, la cinta muraria, lasciando, trionfanti solo macerie, avallando di fatto una politica americana favorevole alla guerra che negli anni, e in più occasioni, si è espletata proprio in questo modo. Un film per bambini, dunque? Forse sì, ma certamente non solo.

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