Oceania, il nuovo capolavoro Disney

http://opinione.it/cultura/2016/12/24/dalessandri_cultura-24-12/

di Elena D’Alessandri

24 dicembre 2016

Terminata la stagione delle fanciulle cerca “marito” – rigorosamente un principe azzurro, s’intende! – la Disney si rinnova portando sul grande schermo una protagonista femminile più audace, più selvaggia, più forte nel corpo e nella mente.

È arrivato poco prima di Natale (in sala dal 22 dicembre, distribuito in 600 copie) il nuovo film di animazione diretto dal duo Ron Clements e John Musker, resi celebri già da “La Sirenetta”, “Aladdin” e “La Principessa e il Ranocchio”.

Oceania è un’entusiasmante avventura sul coraggio e l’amicizia, della durata di circa due ore, incentrata sulla vivace adolescente Vaiana, che s’imbarca in una difficile missione per salvare il suo popolo. Ispirato, in parte, ai racconti della tradizione orale dei popoli e delle culture delle isole del Pacifico, la storia narra di una civiltà che all’improvviso si ritrova ad un passo dalla rovina: raccolti che marciscono, terre che inaridiscono, mari non più pescosi. La fine si profila tristemente all’orizzonte.

All’origine della catastrofe un semi-dio, Maui, che per compiacere i mortali ha rubato il cuore di Te Fiti. Ma senza il suo cuore, l’arcipelago si sta lentamente spegnendo. Vaiana sin da bambina vanta un rapporto speciale con l’oceano e le sue acque sembrano averla scelta come condottiera per questo difficile compito. Incoraggiata da una nonna saggia e un po’ pazza – e osteggiata nei suoi propositi da un padre che cerca di proteggerla dai terribili pericoli che si nascondono oltre il reef – quando non sembra esserci più una via d’uscita per la sua gente, parte, decisa a solcare i mari, trovare Maui e convincerlo a riportare il cuore al suo posto, salvando così la sua terra.

Un’avvincente avventura si dispiega di fronte allo spettatore che resta incollato alla poltrona di fronte a scenari da favola, ma anche creature mostruose da sconfiggere e inquietanti tempeste. Il tutto è condito dalla divertente comicità di Maui – reperito su una isola deserta, quasi una star decaduta in esilio – un semidio un po’ goffo, basso e riccio, pieno di tatuaggi (e di un ego mostruoso!) che si animano autonomamente, e da un gallo imbranato di inenarrabile stupidità, unici compagni di viaggio di Vaiana. La coppia Vaiana-Maui offre un interessante affresco: lei giovanissima, ma responsabile e attenta, lui sregolato, vanitoso e ottuso. E per certi versi sembra quasi un richiamo alle presidenziali Usa appena trascorse, con un chiaro ammiccamento verso la candidata del gentil sesso!

Tra mille traversie Vaiana riuscirà nell’intrapresa trovando, nel lungo viaggio, non solo la strada per Te Fiti ma anche la propria identità. Non appena riposizionato il cuore, la natura riprende vita, gli alberi si coprono di nuove foglie, le piante fioriscono. Si assiste, come per magia, ad un vero e proprio risveglio di sensi e colori. E questo sembra un messaggio rivolto a tutti noi, una richiesta chiara di rispetto della natura e dei suoi cicli, l’alterazione dei quali, nel lungo periodo, conduce soltanto alla distruzione del pianeta e del suo ecosistema. In un momento in cui il cambiamento climatico, l’inquinamento, l’esaurimento di materie prime sono temi centrali nell’agenda politica europea e globale, questo film si fa latore di un messaggio importante, un insegnamento cruciale per le generazioni di oggi e di domani.

E la Disney, ancora una volta, ha colpito nel segno con questa nuova avventura del mare.

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