Pete ed Elliot, storia di un’amicizia

http://opinione.it/cultura/2016/08/10/dalessandri_cultura-10-08/

Una tranquilla gita con i genitori si trasforma per Pete in un incubo. L’auto sbanda, quindi si capovolge, i suoi genitori non riescono a salvarsi, intrappolati nelle lamiere e lui, a soli 5 anni, si ritrova solo in una grande foresta con il piccolo zaino e un libro di fiabe.

Presto il coraggioso bambino si imbatte in un animale enorme, un drago verde. Dapprima è spaventato, ma poi comprende che dietro un temibile aspetto si nasconde un “animo gentile”. Pete ed Elliot – è così che il bambino chiamerà il drago, in omaggio al cagnolino protagonista della sua fiaba preferita – diventeranno inseparabili compagni di vita e di avventure, nascondendosi agli occhi della comunità di boscaioli che vive ai limiti della vegetazione grazie al potere di Elliot di rendersi invisibile. Poco lontano vive Grace, una guardia forestale. Suo padre, il signor Mecham – interpretato dall’intramontabile Robert Redford – da anni affascina i bambini della zona con storie fantastiche di un presunto drago che sembra vivere nelle foreste del Pacific Nordwest. Nessuno crede ai suoi racconti, finché un giorno sua figlia nel bosco incontra Pete che le dice di vivere da anni con il suo drago Elliot. Il signor Mecham sa che quel drago esiste davvero, ed è convinto che non si sia mai mostrato a sua figlia perché lei non era pronta a vederlo. Ricalcando un po’ il messaggio nodale de “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry, anche il signor Mecham riflette sulla nostra capacità di vedere quello che sta davanti ai nostri occhi. L’essenziale è invisibile agli occhi e si può vedere solo con il cuore, sembra essere la sua conclusione, proprio come quella del Piccolo Principe. Non a caso il drago risulta visibile ad un bambino e ad un anziano, due categorie che da sempre sono più propense ad abbandonarsi ad interpretazioni della realtà meno razionali.

Il contatto di Pete ed Elliot con la civiltà non porterà altro che problemi: la brama di possesso e di successo tipicamente umana andrà a sconvolgere gli equilibri della foresta e della “coppia di inseparabili amici” anche se – com’è ovvio – il lieto fine è assicurato. Al cinema da giovedì “Il drago invisibile”, nuovo film Disney (non di animazione) diretto da David Lowery (anche co-sceneggiatore), remake di Elliot, il drago invisibile del 1977 (entrambi basati su un breve racconto di S. S. Field e Seton I. Miller) è una favola avventurosa raccontata con garbo e intensità, capace di far sognare e commuovere grandi e piccoli. Una storia di amicizia che travalica le differenze, anche quelle tra un drago e un cucciolo di uomo, un messaggio importante ancor più in questo periodo storico in cui si assiste purtroppo il riaffiorare di nuove forme di razzismo e xenofobia.

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