Sulle ali della fantasia: Peter Pan al Brancaccio

http://opinione.it/cultura/2016/11/18/dalessandri_cultura-18-11/

di Elena D’Alessandri

18 novembre 2016

A dieci anni dal primo debutto si torna a volare sulle ali della fantasia con “Peter Pan, il musical”. Ospitato dal Teatro Brancaccio di Roma fino all’11 dicembre, lo spettacolo – tratto dal romanzo di James Matthew Barrie – diretto da Maurizio Colombi, porta in scena 20 attori che animano il palco (talvolta interpretando più ruoli) per oltre due ore. Il musical è centrato sulla colonna sonora di Edoardo Bennato che propone, in una versione riadattata, alcune tra le sue più celebri canzoni tratte dall’album “Sono solo canzonette” del 1978, oltre all’inserimento dell’inedito “Che paura che fai Capitan Uncino”.

Il viaggio verso “l’isola che non c’è” è arricchito da effetti speciali come il volo di Peter Pan e la presenza luminosa e trillante di Campanellino, Trilly, la fedele amica fata di Peter.

La storia è nota. Peter Pan è il bambino che rifiuta di crescere. Rifugge le responsabilità e mira a vivere tutta la sua vita sull’isola che non c’è, dove tutto è come egli desidera. Sull’isola lo aspetta però anche il suo acerrimo nemico, il temibile Capitan Uncino e la sua ciurma. Michael, John e Wendy sono i tre figli di una famiglia londinese benestante e un po’ bacchettona. Attendono ansiosi l’arrivo della sera, momento in cui la sorella li conduce in mondi fantastici attraverso la narrazione di storie straordinarie. Una notte Peter approda nella loro stanza e loro non si sottraggono all’avventura meravigliosa che lui propone. Nell’isola che non c’è vivranno emozioni forti, tuttavia al momento giusto sceglieranno di tornare a casa dalla famiglia (e dall’amata cagna Nana), pronti a crescere e ad affrontare il mondo reale. Un viaggio di fantasia immersivo e coinvolgente grazie alla grande carica di tutti i performer e di Peter Pan, interpretato da Giorgio Camadona, trentenne originario di Genova già con un avviato curriculum nel mondo dei musical. Grande attenzione ai costumi di Francesca Grossi e alle coreografie di Rita Pivano. Un ruolo decisivo è anche quello di Davide Magnabosco che cura la direzione musicale e l’accompagnamento live.

“È proprio vero che non bisogna mai smettere di sognare, perché solo chi sogna può imparare a volare”, una lezione importante per tutti, che spesso tendiamo a dimenticare. Uno spettacolo che forse pecca di eccessiva lunghezza ma che, nonostante i suoi dieci anni, mantiene una sua forza risultando complessivamente assai piacevole e affascinante per grandi e piccini.

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