#Cinema: ‘Top Gun Maverick’, un film che lascia senza fiato

A 36 anni di distanza il sequel di Top Gun, un film straordinario, firmato da Joseph Kosinski, migliore del precedente e con effetti speciali incredibili, da lasciare senza fiato. In sala dal 25 maggio con Eagle Pictures.

Dopo 36 anni il tenente pilota della US Navy Pete Mitchell “Maverick”, l’asso dell’aviazione a stelle e strisce, è ancora lì, tra le nuvole, questa volta come collaudatore di Jet supersonici alle prese con una sfida impossibile: raggiungere e superare la velocità di Mach 10 (10 volte la velocità del suono).

Un inizio al fulmicotone in cui ritroviamo il Maverick che abbiamo conosciuto nel prequel “Top Gun”: incapace di mollare l’alta quota, in una continua sfida nello spostare più in là l’asticella dei propri limiti. Memorabile e spettacolare il frame in cui Maverick, contravvenendo agli ordini di un generale dalla base (la radio non capta l’odine di rientrare), raggiunge la velocità Mach 7, Mach 8, Mach 9 e dopo alcuni attimi di pura suspense Mach10 e oltre. Adrenalina pura!!

Un uomo che ha vissuto e che vive ancora per il volo, evitando caparbiamente le promozioni che lo avrebbero portato quasi certamente dietro una scrivania, così come avvenuto per il suo vecchio amico Thomas Kazansky “Iceman”, divenuto nel frattempo Ammiraglio e suo strenuo protettore dai superiori diretti che vorrebbero allontanarlo definitivamente dal volo attivo.

E ancora una volta è proprio l’amico di sempre che lo impone quale addestratore speciale di una squadra di Top Gun che dovrà portare a termine una missione segreta importantissima, dalla quale sarà molto difficile tornare vivi.

Maverick è l’unico in grado di addestrare questi giovani piloti alla riuscita della missione e, forse, anche a riportare a casa i piloti.

Ma il suo arrivo (ritorno) in California, nella base dei Top Gun, sarà anche l’occasione per affrontare le diverse questioni rimaste in sospeso per tanti anni. Determinante, a questo riguardo, sarà l’incontro con il giovane  Bradley Bradshaw “Rooster” (Miles Teller), il figlio dell’amico Goose morto tra le sue braccia nel primo film durante un addestramento, anche lui nella squadra dei giovani Top Gun che gli rinfaccia di aver cercato di impedirgli di far carriera nella US Navy; così come l’incontro con l’amata Penny (Jennifer Connelly), divenuta nel frattempo una madre affettuosa.

Il nuovo Top Gun, che con un gioco di continui rimandi tiene ben saldo il legame con il proprio passato, è un film straordinario, in grado di tenere alta l’attenzione del pubblico per le sue oltre due ore di durata. Un film in cui ritroviamo un Maverick più maturo, più convincente, più umano, quasi paternalistico, che riesce a fare i conti con il proprio passato, ma che si apre anche al futuro.

Straordinario, a questo riguardo, l’incontro con il vecchio, e morente, amico Iceman, che, oramai privo di voce per una malattia incurabile, gli si rivolge attraverso i tasti di un p.c. dicendogli: “è arrivato il momento di lasciare andare il passato” e Maverick che gli risponde: “Non so come si faccia”!

Un film in cui si ravvisa una sorprendente cura dei dettagli, della musica – anche con la traccia ‘Hold my hand’ di Lady Gaga – e in cui gli effetti speciali, le riprese aeree sono davvero sorprendenti. Molte delle scene del film sono state, tra l’altro, girate a bordo delle portaerei USS Lincoln e Roosvelt.

Un’opera carica di adrenalina, ma anche di umanità. Un film da vedere e rivedere.

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