Le schegge, il ritorno in grande stile di Ellis

Ripubblicato da Einaudi nella versione tascabile, il romanzo di Bret Easton Ellis, “Le Schegge”, catapulta il lettore nella lussuosa e spregiudicata Los Angeles dei primi anni ’80 dove la vita di un gruppo di diciassettenni viene turbata da un misterioso serial killer e dall’arrivo di un nuovo compagno, affascinante quanto disturbato: Robert Mallory.

È raro sentirsi smarriti alla fine di un romanzo. Eppure è la sensazione più forte che lascia “Le Schegge”, un ritorno in grande stile di Breat Easton Ellis, uno degli scrittori americani più celebrati di sempre – pubblicato in Italia da Einaudi nel 2023 e ripubblicato nel 2025 in edizione tascabile (752 pp., 16 Euro) – che a quasi 40 anni dal romanzo d’esordio che aveva lasciato critica e lettori affascinati e sgomenti – “Meno di zero” (1985) – è tornato con un’autofiction di oltre 750 pagine capace di tenere incollato il lettore, con un mordente che rimane vivo in tutta la narrazione.

Ellis torna a raccontare la Los Angeles degli anni ’80: una città lussuosa, spregiudicata e violenta in cui un gruppo di diciassettenni ‘figli di papà’, tra una lezione e l’altra nella elitaria scuola privata Buckley, vagano su auto lussuose, storditi da alcol, droghe e amori promiscui, tra una festa in piscina e l’altra, in un contesto tanto esclusivo per cui tutti si conoscono. Un mondo, quello, falso e perfetto, ma tutto sommato piacevole.

La ‘quiete’ del ristretto gruppo di amici di Bret: Debbie Schaffer, la sua ragazza, Susan Reynolds e il fidanzato Thom Wright, Ryan Vaughn e Matt Kellner, con i quali condivide una particolare intimità, viene interrotta dall’arrivo a L.A. di un serial killer, noto come ‘Il Pescatore a Strascico’, che inizia a rapire e uccidere alcune ragazze, loro coetanee, i cui corpi verranno ritrovati con orribili mutilazioni. Ma è con l’arrivo di Robert Mallory, un nuovo compagno di scuola affascinante quanto disturbato, che la situazione precipita in un vortice di inquietudine e paranoia senza fine.

Bret è difatti ammaliato da Robert, ma al tempo stesso ossessionato dal Pescatore, che sembra rappresentare sempre più una minaccia concreta anche per lui e i suoi amici.

Ed è proprio in quell’autunno del 1981 che il liceale Bret, quello che sarebbe in seguito diventato il famoso scrittore, racconta come e quali fatti determinarono la fine della sua innocenza: “Fu come se un nuovo mondo si annunciasse, tingendo di un colore più scuro quello che avevamo dato per scontato”.

Un romanzo brillante, acuto, narrato come si trattasse di una auto-confessione, per taluni versi nostalgico. È del resto l’autore, oggi 61enne, a ricordare le emozioni e gli eventi di quell’ultimo anno di high school. I personaggi hanno nomi e cognomi e nella narrazione c’è una perfetta concordanza tra accadimenti, musica e uscite cinematografiche dell’epoca da instillare il dubbio che i fatti narrati siano realmente accaduti. Un romanzo su memoria e desiderio, verità e finzione in cui si fondono alla perfezione elementi thriller più cinematografici con la sua storia più personale, emozionante e oscura.

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