È il febbraio 1937 quando il sedicenne Giovanni Diotallevi varca i cancelli di Cinecittà. Per lui, figlio di uno scaricatore dei mercati generali, quel posto da apprendista al bar rappresenta il riscatto dalla fatica, ottenuto grazie all’intercessione di un gerarca fascista. Uscito il 5 maggio per HarperCollins (240pp., 19,50 Euro), il nuovo romanzo di Walter Veltroni, “Il bar di Cinecittà”, è un grande racconto storico e familiare costruito in equilibrio tra meticolosa ricostruzione e invenzione letteraria. Giovanni entra negli studios come un convinto sostenitore del Duce, ma il suo sguardo è destinato a cambiare insieme a quello del Paese.
Per oltre quarant’anni, il bancone del bar diventa l’osservatorio privilegiato di una nazione in mutamento. Veltroni ci accompagna attraverso i fasti del regime, l’orrore della guerra e l’occupazione tedesca, fino alla rinascita degli studios nel dopoguerra. Proprio il conflitto segna un punto di rottura morale: esonerato dall’andare al Fronte grazie ad un secondo intervento del suo protettore, Giovanni vede Cinecittà trasformarsi in un rifugio per gli sfollati, un’esperienza che scardinerà le sue certezze giovanili e lo porterà a modificare radicalmente le proprie convinzioni.
Ma il libro è soprattutto un tributo alla “fabbrica dei sogni” e ai suoi attori attraverso gli occhi e la vita di Giovanni che si snoda tra i set della “Hollywood sul Tevere”, incrociando il proprio cammino con quello di personaggi di rilievo, come l’incontro con un giovanissimo Marcello Mastroianni, quando questi era ancora una semplice comparsa, o quello con Federico Fellini, vivendo in prima persona le stagioni d’oro delle grandi produzioni internazionali, fino al loro declino figlio dell’avvento della televisione.
La vita di Giovanni diventa così testimone dei cambiamenti sociali e culturali dell’Italia, dal 1937 ai primi anni ’80, raccontata da un osservatorio unico e irripetibile, quello di un palcoscenico dove la finzione si faceva realtà.
Con una scrittura ironica e struggente, Veltroni firma un romanzo che si legge tutto d’un fiato, restituendo l’umanità di un luogo unico al mondo.
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