pubblicato su Leggere Tutti
June McFlynn guarda il mondo attraverso dettagli che quasi tutti ignorano. Il suo lavoro di entomologa forense consiste nel leggere le tracce lasciate dagli insetti per ricostruire ciò che è accaduto. Ma in L’eremo dei folli, pubblicato da Garzanti (320pp., 19 Euro), anche ciò che la riguarda personalmente è destinato a emergere poco alla volta, tra un’indagine che si fa sempre più intricata e un passato che torna a chiedere attenzione.
Agnese Messina, classe 1989, sceglie per la sua protagonista un mestiere insolito e gli costruisce intorno una trama che rivela una notevole padronanza del racconto. La scrittrice sa dosare gli indizi, governare i tempi e tenere aperti gli interrogativi senza perdere di vista i personaggi. Il risultato è un’opera avvincente, nel quale la curiosità di scoprire come andrà a finire si accompagna al desiderio di capire che cosa si nasconde dietro le scelte e le fragilità di chi abita la storia.
Quando il cadavere di Liuba viene ritrovato, mentre di sua figlia Olimpia si sono perse le tracce, June si trova coinvolta in un caso destinato a toccarla molto più da vicino di quanto immagini. A lavorare al suo fianco c’è Emanuel, pubblico ministero e amico di lunga data, con cui condivide un legame che affonda addirittura nell’infanzia. Tra loro c’è sempre stata complicità e attrazione, mai trasformata in una scelta definitiva. Mentre la ricerca della bambina procede, il loro rapporto si misura con tutto ciò che è rimasto in sospeso.
È proprio qui che L’eremo dei folli trova uno dei suoi punti di forza: l’indagine non corre su un binario separato rispetto alla vita della protagonista, ma finisce per interrogarla direttamente. La scomparsa di Olimpia riporta a galla ricordi, inquietudini e ferite che June avrebbe preferito lasciare sepolti. La donna abituata a cercare risposte attraverso il rigore della scienza deve confrontarsi con una dimensione nella quale le prove non bastano, le emozioni complicano ogni certezza e il passato torna a reclamare attenzione.
La Sicilia in cui si muove la vicenda – tra Catania e il paese di San Ferdinando – contribuisce a dare al romanzo una fisionomia precisa. È una terra di contrasti, dove il passato continua a pesare sul presente e i rapporti personali possono condizionare il modo in cui vengono accolte verità scomode.
Con L’eremo dei folli, Messina firma un esordio di grande solidità, capace di tenere insieme una trama investigativa avvincente, personaggi sfaccettati e un intreccio emotivo che non perde mai di vista il cuore della storia. Il romanzo non si esaurisce nella soluzione del caso: lascia spazio a interrogativi sulla colpa, sulle ferite che ci portiamo dietro e sulla possibilità di sottrarsi alle prigioni che costruiamo intorno a noi.
Il finale aperto lascia inoltre intravedere nuove possibilità per June. Dopo un esordio così riuscito, non resta che attendere il nuovo capitolo!
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