Giuliana De Sio da applausi al Quirino

http://opinione.it/cultura/2016/11/03/dalessandri_cultura-03-11/

Adriana è una donna sola. Incinta del terzo figlio, vive nella periferia di una cittadina della provincia partenopea, in una casa brutta ed isolata (un quartiere residenziale, a detta del marito Michele). Si affanna dietro ai due figli, Alfredino e Giovanni, e parla al telefono con l’arcigna madre. Non ha amiche, non ha distrazioni. Ingenua, avanza il desiderio di vedere il centro commerciale della zona, di cui tutti parlano, ma il marito le nega anche questa possibilità. Lui di mattina dorme, di pomeriggio guarda la televisione e di sera lavora (fa il metronotte).

Adriana sente con forza la sua solitudine, cerca tuttavia di far fronte alla sua esistenza che scorre lenta ed inesorabile. Una sera afosa d’estate mentre il marito è a lavoro, Adriana si addormenta davanti alla televisione. D’improvviso viene destata dalle urla di una donna spaventata che chiede rifugio dalle minacce esterne. In lei Adriana riconosce la compagna di banco Rosanna, donna cinica e appariscente. L’arrivo della donna sarà seguito da quello di suo marito Arturo, che Rosanna tradisce continuamente e che da subito corteggia Adriana. La notte, in un’atmosfera che oscilla tra il sogno e la realtà, viene ancor più movimentata dall’arrivo di Michele seguito da quello di Sandro, primo amore di Adriana, appena uscito di galera. All’euforia generale – che offre momenti di reale comicità, subito seguiti da tristezza e ansia – si aggiunge l’alcol. L’inattesa confusione interna ed esterna dà modo ad Adriana di riconsiderare la sua vita con occhio critico. Riemergono momenti della sua infanzia trascorsa con un padre remissivo ma estremamente affettuoso e una madre opprimente e scostante.

Adriana salta di luogo in luogo, di livello in livello, attraverso una serie di flashback tipicamente cinematografici, ricordando ciò che strenuamente aveva cercato di dimenticare, rivivendo il dolore di violenze subite e disprezzi gratuiti sulle note di “Montagne verdi”, di Mina e di Fiorella Mannoia. Si assiste ad un crescendo progressivo, dai toni leggeri fino alla tragedia che esploderà concretizzandosi nell’epilogo con l’uccisione dei figli. All’alba, al suo rientro, a Michele non resta altra chance che coprirsi gli occhi dall’orrore che lo circonda. Il testo attraversa vari generi che vanno dal dramma alla commedia, al thriller.

Giuliana De Sio torna a calcare la scena del Teatro Quirino di Roma interpretando magistralmente, ancora una volta, quell’Adriana di “Notturno di donna con ospiti” (fino al 6 novembre), che ormai sembra inscindibile da lei, dell’indimenticabile drammaturgo Annibale Ruccello, per la regia di Enrico Maria Lamanna. Uno spettacolo portato in scena per la prima volta più di trent’anni fa, nel 1983, ma che rimane tuttavia estremamente attuale nel rappresentare la violenza e la marginalità della metropoli e delle sue periferie. Un personaggio, quello di Adriana, composto da molteplici piani narrativi. Una Giuliana De Sio immensa nella difficile interpretazione. Eccellenti anche gli altri interpreti.

(*) Foto di Federico Riva

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