Kollektivet, la comune di Thomas Vinterberg

http://opinione.it/cultura/2016/03/16/dalessandri_cultura-16-03/

Erik e Anna sono una coppia di intellettuali di mezza età: volto simbolo del telegiornale della tivù pubblica lei, architetto e professore universitario lui. Hanno una figlia adolescente, Freja.

Erik si trova ad ereditare una casa troppo grande per loro così sua moglie, sull’onda della curiosità e della noia di un rapporto monotono e più che decennale propone di fare della loro casa una comune. Superata una iniziale reticenza, Erik accetta la proposta. Vengono così via via selezionati gli altri membri, tra amici storici e personaggi eccentrici. Tutti avranno parità di diritti e di doveri, una cassa comune, una assemblea settimanale, compiti precisi cui dedicarsi, come la turnazione per la preparazione della cena o della pulizia della casa. Amicizia, amore e condivisione (definita più volte “sorellanza”) sono gli ingredienti chiave di questa vita sotto lo stesso tetto, che tra alti e bassi procede in modo leggero e divertente, fino a quando l’imprevisto arrivo di un nuovo membro metterà la comunità – e la comune – di fronte alla prova più dura che abbiano mai affrontato, mandando in frantumi gli equilibri interni ormai consolidati.

Erik si innamora della giovane Emma, una sua studentessa universitaria poco più che ventenne. Con candore virginale comunica ad Anna la sua nuova relazione. La moglie replica che lui ha diritto a vivere le proprie emozioni, ed è proprio su questo punto che si consuma l’essenza del film. Dopo un periodo in cui la coppia vive accampata nello studio professionale di lui, Anna propone l’ingresso di Emma nella piccola comunità, ma la iniziale ed utopica proposta andrà presto in frantumi, portando in primis Anna al tracollo.

“La Comune” è un ritratto delicato e ironico, ma anche molto commovente, di una famiglia che decide di trasformarsi in un nucleo sociale più ampio, e delle sofferenze cui va incontro di fronte al lento ma inesorabile smarrimento dei suoi componenti. Ambientato nella metà degli anni Settanta in un ricco quartiere di Copenaghen, questo film rappresenta l’affettuoso racconto di una generazione di idealisti e sognatori che, messa alla prova dei fatti, diverrà vittima dei suoi stessi ideali. La protagonista femminile, Trine Dyrholm, ha meritato l’Orso d’argento come migliore attrice al Festival di Berlino 2016 per l’interpretazione del ruolo di Anna. La terza opera di Thomas Vinterberg – nelle sale italiane da giovedì 31 marzo – portato alla notorietà dal successo internazionale di “Festen”, e successivamente da “Il Sospetto”, è un’altra storia destinata a lasciare il segno. Vinterberg è anche co-autore della sceneggiatura insieme al collega sceneggiatore-regista Tobias Lindholm. Il regista racconta infatti con lucidità estrema qualcosa che ha vissuto in prima persona. Il regista dai 7 ai 19 anni ha trascorso 12 anni in una comune della Danimarca del tempo. Un’esperienza che egli ricorda come un periodo folle e fantastico.

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