L’Italia agli Oscar

http://opinione.it/cultura/2015/10/01/dalessandri_cultura-01-10/

di Elena D’Alessandri

01 ottobre 2015

Dopo oltre tre ore di votazioni la commissione istituita presso l’Anica – l’Associazione nazionale delle industrie cinematografiche, audiovisive e multimediali – a Roma, ha scelto il film postumo di Claudio Caligari “Non essere cattivo” come pellicola che rappresenterà l’Italia agli Oscar. In corsa anche “La vergine giurata” di Laura Bispuri, “Per amor vostro” di Giuseppe Gaudino, “Nessuno si salva da solo” di Sergio Castellitto, “Sangue del mio sangue” di Marco Bellocchio, “Mia Madre” di Nanni Moretti. Ed è proprio da un “faccia a faccia” con l’ultima opera di Moretti che il film di Caligari è uscito trionfante, vincendo la partita per 5 a 4 ed aggiudicandosi la nomination.

A comporre la commissione il Dg Cinema del Mibact Nicola Borrelli, il compositore Nicola Piovani, il regista Daniele Luchetti, i giornalisti Natalia Aspesi e Fabio Canova, le produttrici Tilde Corsi e Olivia Musini, lo sceneggiatore Stefano Rulli e il distributore Andrea Occhipinti. Il film di Caligari, scomparso lo scorso maggio a seguito di una lunga malattia a soli 67 anni, è un film difficile, portato a termine tra mille sacrifici. Il regista ha infatti dedicato alla sua terza opera (Caligari è stato autore anche di “Amore tossico” del 1983 e “L’odore della notte” del ’98) le sue ultime settimane di vita. La scelta della commissione appare estremamente coraggiosa, per almeno due ordini di ragioni: “Non essere cattivo” mostra un cast giovane, fatto di talentuosi attori emergenti e non di grandi nomi: su tutti Luca Marinelli nel ruolo di Cesare e Alessandro Borghi in quello di Vittorio.

In seconda battuta vanno considerati gli incassi del film, 270mila euro nelle prime tre settimane, e con la critica unanimemente favorevole. Risultati non pessimi, ma certamente non esaltanti. Valerio Mastrandrea, produttore del film, ha reagito con entusiasmo e sorpresa al verdetto. “Non ce lo aspettavamo”, ha commentato. “Il film rappresenta oltre tre anni di lavoro, di cui questi sono i tempi supplementari”. Prima Venezia (dove il film è stato presentato alla Mostra, pur non essendo in concorso) ora Los Angeles.

E anche la storia mette in campo temi non semplici. La pellicola narra la storia di due amici, Cesare e Vittorio, entrambi implicati in circoli malavitosi e giri di droga. Sullo sfondo Ostia, metà anni ’90. L’immagine offerta è quella di periferia squallida e abbandonata a se stessa. Sembra un film che “sa di passato”, e che pertanto potrebbe incontrare il plauso dell’America, ancora assetata di quel cinema italiano dei grandi nomi: da Fellini ad Antonioni, da Leone a Bertolucci. Sarebbe un bel bis per l’Italia dopo la vittoria della statuetta nel 2014 con “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino, film giudicato recentemente dal British Film Institute (BFI) migliore pellicola del decennio. Le nomination per gli Oscar 2016 saranno annunciate il 14 gennaio 2016.

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