#FestadelCinema: Interdependence, 11 corti per raccontare il cambiamento climatico

Un film di Faouzi Bensaïdi, Ása Hjörleifsdóttir, Mahamat-Saleh Haroun, Salomé Lamas,  Bettina Oberli, Nila Madhab Panda, Shahrbanoo Sadat, Silvio Soldini, Leon Wang, Daniela Thomas, Karin Williams. Drammatico. Marocco, Islanda, Ciad, Portogallo, Svizzera, India,  Afghanistan, Svizzera, Italia, Cina, Brasile, Nuova Zelanda 2019

11 corti originali compongono un progetto artistico e cinematografico di sensibilizzazione rispetto al cambiamento climatico e l’emergenza ambientale, un tema, ahinoi, di estrema attualità che desta serie preoccupazioni per il presente e, ancor più, per il futuro. Iniziato nel 2018, il progetto, “Interdependence” – presentato alla Festa del Cinema di Roma come Progetto Speciale, prima di una lunga tournée attraverso festival di tutto il mondo – della durata complessiva di 1 ora e 40 minuti, esplora in maniera creativa la posizione dell’umanità rispetto alla natura. Una natura troppo a lungo violentata.

11 registi indipendenti di 11 diversi Paesi, selezionati per il loro impegno rispetto alle tematiche ambientali, compongono questo patchwork che si articola intorno a quattro elementi: acqua, terra, aria e fuoco, pilastri degli albori del pensiero filosofico e tutti tra loro strettamente interdipendenti.

Attraverso approcci e stili diversi, ciascuno dei registi coinvolti esprime il proprio punto di vista sul concetto di interdipendenza, scegliendo un linguaggio più documentaristico, come nel caso dei corti di Ciad (Lac di Mahamat-Saleh Haroun) e Brasile (“Tua Ingugu” di Daniela Thomas), o una narrazione più partecipativa, come fa l’italiano Silvio Soldini con “Olmo”, la storia di un ottantenne che dalla periferia romana insieme al nipote va alla ricerca dell’olmo piantato con suo padre da bambino nel cortile del condominio in cui abitava. O ancora, un racconto che non ha bisogno di parole, ma le cui immagini sono potenti e dirette, come accade con “Hungry Seagull” del cinese Leon Wang, un lungo piano sequenza che ritrae, su un’isola non lontano dalla terraferma, una realtà in cui i gabbiani non riescono più a trovare nutrimento sufficiente per i propri piccoli, quel pesce pelagico che era facile reperire lungo le paludi costiere e negli estuari ma che, a causa dell’inquinamento marino, si è fortemente ridotto.

Temi chiave del progetto sono gli intrecci tra società e ambiente, peggiorati a causa del crescente inquinamento e del conseguente cambiamento climatico su varie scale: dall’eccessivo sfruttamento delle risorse naturali, all’impatto dell’inquinamento sulla vita quotidiana, sulla stabilità e sulla politica a livello nazionale e internazionale.

Un progetto che solo per questo merita una menzione speciale anche se, a livello cinematografico l’eccessiva commistione di stili, unita ad una durata troppo prolungata, ne indeboliscono l’efficacia.

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