#Libri: Diciotto anni e 10 giorni

“Lo sconforto lascia il posto alla rabbia. Quei due chissà dove a divertirsi e lei lì a disperarsi. La pagheranno cara. Carissima” 

All’indomani del raggiungimento dei suoi agognati 18 anni, la viziata Camilla viene ‘abbandonata’ dai genitori: la madre, con una lunga lettera lasciata sotto il cuscino, il padre con un’altra lettera lasciata sopra il cuscino. Dopo anni di cure e di attenzioni verso la figlia, entrambi i genitori hanno “tagliato la corda”, seguendo ciascuno la propria strada. È così che Camilla, impreparata alla ‘vita vera’, si trova d’improvviso smarrita, catapultata in un mondo adulto fatto di tutti gli impegni e le responsabilità che, fino ad allora, aveva ‘diligentemente’ evitato. Confortata dalle amiche di sempre, Karima e Lucrezia, Camilla decide di lasciare Roma e di partire per Bologna, in cerca di sua madre – del resto è lì che vive suo zio – ma la ‘gita fuori porta’ inizia da subito con il piede sbagliato per trasformarsi, nel giro di poche ore, in un girone infernale: l’amica Lucrezia, con cui era partita, scesa dal treno durante una breve sosta a Firenze per acquistare le sigarette, non rientra a bordo in tempo e sceglie di tornare nella Capitale. Dal canto suo Camilla, raggiunto il capoluogo emiliano, si trova alla guida di un’auto di un amico, senza patente, inseguita da loschi individui da cui cerca di difendersi con dello spray al peperoncino …

Fabio Bartolomei, con il secondo romanzo breve della “Quadrilogia della famiglia”, che segue “Morti, ma senza esagerare” uscito la scorsa estate, è tornato in libreria il 4 novembre scorso, sempre con edizioni e/o, con “18 anni e 10 giorni” (109pp, 9 Euro). Con una narrazione leggera e brillante e un plot divertente, a tratti grottesco, Bartolomei racconta l’esilarante viaggio intrapreso da una ragazza appena diventata maggiorenne per rimettere insieme i frammenti di una famiglia allo sfascio; un viaggio che ci racconta, con l’incedere dei giorni, il difficile cammino di Camilla, tra insidie e delusioni, e il suo primo, esitante passo nell’età adulta. 

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