#Libri: Vista da qui

Paola Barbato si racconta in modo esilarante, realistico e a tratti tenero. Organizzato in 100 brevissimi capitoli a sé stanti, pieni di autoironia, ‘Vista da qui’ è una raccolta inedita di ricordi, disavventure domestiche e imprevisti familiari.

Paola Barbato, autrice di thriller e prima sceneggiatrice donna di Dylan Dog, per la prima volta si racconta, mettendosi a nudo senza falsi infingimenti in “Vista da qui. Piccole tragedie quotidiane”, un volume corredato dai disegni dell’autrice, uscito a novembre con Longanesi (260pp, 16 Euro).

“Mi chiamo Paola, ho cinquant’anni, tre figlie, Virginia, Ginevra e Melania, tre cani, Garrett, Heidi e Mia, un compagno, Matte, detto ‘il Bussola’ e di mestiere scrivo. Quella di scrivere come mestiere non è stata una scelta, è una cosa che mi è capitata, come avere l’orecchio assoluto e non sapere che puoi fartene qualcosa”.

Inizia così questo libro, che potrebbe senz’altro essere classificato come un’antologia di piccole tragedie del quotidiano che vedono al centro una donna multitasking alle prese con lavoro, tre figlie, tre cani psicotici e un compagno pieno di strane manie. E’ così che il volume è organizzato in 100 mini capitoli a sé stanti di agile lettura, ciascuno dedicato ad uno specifico episodio: dai cambi di casa alle tante auto – una più scassata dell’altra – ai deficit di connessione dell’attuale casa sulla collina che la costringono a prender l’auto e scendere a valle anche solo per inviare una email, ma anche i problemi con l’acqua calda – che sembrano perseguitarla dalla prima adolescenza, quasi si trattasse di una maledizione – ai regali per le figlie, le passioni solitarie, la carenza di vitamina D, e tanto altro. Racconti spesso comici, a volte teneri, frutto della vita incasinata di una donna normale che, non avendo super poteri per reggere al peso del quotidiano, sceglie l’autoironia e un pizzico di fantasia, per trovare il lato divertente anche nelle catastrofi familiari più surreali. Una raccolta inedita e buffa – che si lascia leggere con estremo piacere – che ci ricorda l’importanza di prendere le cose con un po’ più di sana leggerezza.

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