“Parsons Dance”: pura energia corporea

http://opinione.it/cultura/2017/04/01/dalessandri_cultura-01-04/

Otto corpi, quasi senza peso, privi di gravità, agili, statuari, energici si stagliano su di un palco vuoto, inizialmente nero, che prende vita con il protrarsi dello show. La Parsons Dance, nata dal genio creativo dell’eclettico coreografo statunitense David Parsons e del light designer Howell Binkley, irrompe così sul palco del Teatro Brancaccio di Roma per sole poche serate, fino a domani, con una carica senza eguali. La Parsons Dance, fondata nel 1985, è tra le compagnie di danza moderna più affermate sulla scena internazionale, con successo sempre rinnovato.

Il New York Magazine ha definito David Parsons “uno dei più grandi coreografi viventi di danza moderna”. Lo show ha all’attivo più di 383 città, 22 Paesi nei cinque continenti e presenze nei più importanti teatri e festival mondiali. Lo spettacolo, della durata di 70 minuti, è articolato in sei coreografie.

Ad aprire la scena il colore grigio, quello degli abiti dei sei danzatori (3 coppie) che inaugurano il primo quadro, contrassegnato da una ritmica battente e da una luce che gioca tra irraggiamenti e dissolvenze. Segue “A Kind of Blue”, dove il ritmo incessante cede il passo alla morbidezza delle forme, dei movimenti fluidi. I costumi, per metà neri e metà sabbia sono di grande eleganza. Con un’altra energica virata ci si trova nel “terzo tempo”, in cui sette danzatori in abiti sportivi sfoggiano grandi capacità ginniche con colori vivaci sullo sfondo in un’atmosfera che sembra ricordare quella dei musical americani.

La seconda parte dello spettacolo è inaugurata da un gioco di “Hand Dance”, in cui 10 mani si stagliano sul nero del palco in movimenti, prese e fluttuazioni che un po’ rievocano il mimo. Ma il meglio non è ancora arrivato. È così che segue il celebre “Caught”, un brano che Parsons creò per se stesso nel 1982 dove, in un assolo di musiche di Robert Fripp, il danzatore appare sospeso in aria grazie agli effetti delle luci stroboscopiche. Sul finale, con “In the End”, tornano in scena le quattro coppie di ballerini che da avvicendamenti lenti sfociano in ritmi sostenuti e giochi ginnici – che risaltano la loro grande abilità – su uno sfondo che assume toni forti, estivi, trasmettendo gioia, energia e leggerezza.

A calcare la scena, Sarah Braverman, Ian Spring, Elena d’Amario, Geena Pacareu, Omar Román De Jesús, Eoghan Dillon, Zoey Anderson e Justus Whitfield. Uno spettacolo incredibile, assolutamente da non mancare!

(*) Per info e biglietti: Teatro Brancaccio

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