#Libri: ‘Morti ma senza esagerare’

“Ah, ma quindi era per sempre? Chiedo scusa, non avevo capito. Mi sono lasciata ingannare dal fatto che i miei non hanno mai avuto malattie serie. Erano tipi da un raffreddore l’anno, un colpetto della strega ogni morte di papa, una carie quando la sorte decideva proprio di accanirsi…”

E’ questo l’incipit di “Morti ma senza esagerare”, primo volume della “Quadrilogia della famiglia” di Fabio Bartolomei, edito da e/o (112pp, 9 euro), già disponibile negli store online, in libreria dall’8 luglio. Vera ha poco più di trent’anni, un lavoro in un pub, nonostante una laurea con pieni voti, e una vita tutto sommato ordinaria. I suoi genitori, Matilde e Armando – severa insegnante di liceo la prima, contabile e dal carattere più malleabile il secondo – muoiono d’improvviso in un incidente. Lo smarrimento iniziale lascia presto il posto al dolore e alla disperazione. Di fronte al loro seminterrato ormai vuoto e ‘senza vita’, Vera in lacrime invoca il loro ritorno. E’ così che all’alba del quarto giorno la protagonista si sveglia come se nulla fosse accaduto “Vivo l’allucinazione della porta della mia stanza che si apre e di mia madre con il vassoio in mano che si ferma, mi guarda e scuote la testa prima di volgere lo sguardo verso il corridoio…”

Ed è così che, insieme, trascorrono nuovi giorni, settimane, mesi, rivangando episodi divertenti del passato e parlando del presente. Ogni qualvolta rientra nel vecchio appartamento, li trova ad attenderla, immobili, laddove li aveva lasciati. Sono lì solo per lei. Per Vera è un’altra chance, probabilmente l’unica per comprendere davvero chi siano (stati) i suoi genitori e quanto sia grande il loro amore per lei.

“Resteremo fino a quando avrai bisogno di noi”, la rassicurano i suoi. Con una narrazione piena di ironia, Bartolomei in questo breve romanzo, tratta con maestria temi delicati: il rapporto genitori figli, la contestazione, gli scontri e soprattutto la paura di ‘diventare grandi’, di farcela da soli. Un piccolo gioiello, da leggere tutto d’un fiato, pieno di poesia, capace di commuovere ed emozionare.

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