#Libri: ‘La squilibrata’, un viaggio agli inferi tra dipendenza e malattia mentale

“Cari mamma+papà, ultimamente sto attraversando un brutto periodo. Forse lo avete notato. Ho provato ad affrontare le cose il meglio che potessi ma sta diventando tutto velocemente ingestibile… A volte non riesco a togliermi dalla testa il pensiero della morte. Non preoccupatevi, non ho intenzione di fare nulla. È solo che a volte non riesco a togliermi questi pensieri dalla testa… Continuo a vedere cose che non ci sono realmente… Come potete vedere, sto avendo dei problemi. Spero che voi abbiate qualche idea su cosa fare. Con amore, Juliet” 

A soli 14 anni, Juliet era una ragazza talentuosa e carina, una delle migliori studentesse del suo liceo nella California meridionale. Piano piano qualcosa si è insinuato in lei in una spirale crescente di ossessioni, allucinazioni, perdita di sonno. Il suo disturbo bipolare l’ha trascinata in un viaggio all’Inferno fatto di autolesionismo, droghe e tentativi di suicidio, fino all’arrivo in un remoto collegio terapeutico. Ma quello era solo l’inizio. Prima di uscire da quell’istituto, ha attraversato due relazioni, molta autoanalisi, sperimentazione sessuale di ogni tipo, medicine e progetti suicidogeni. Tutto questo le ha fatto comprendere che i farmaci non funzionano sempre, o almeno non per tutti, e che una guarigione è possibile solo grazie alla tenacia, ad una incredibile forza interiore e ad un indicibile desiderio di sopravvivere.

“La squilibrata”, titolo originale “Juliet The Maniac”, opera prima di Juliet Escoria, per la prima volta in libreria in Italia, dallo scorso 26 ottobre con Pidgin Edizioni (404pp, 16 Euro), è un racconto autobiografico, sincero, crudo e straziante, in cui emerge con forza il senso di fallimento di Juliet e il suo incedere, a volte rallentato, a volte accelerato, nella vita, correlato di resoconti ospedalieri, schede cliniche, liste di farmaci e appunti scritti di suo pugno. Un romanzo dirompente che con un linguaggio semplice e asciutto affronta la dipendenza e la malattia mentale diventando paradigma di una fragilità e di un disagio che sempre più colpisce le nuove generazioni.

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