#Libri: A tu per tu con la perdita del padre: ‘Il Grande Me’

“Mi sciacquo il viso, che di tempo per piangere ne avrò, ma quello che mi resta per rendergli lieve ogni suo giorno è poco. Difficile rasserenarsi ora che tutta la tristezza raccolta mi sta premendo addosso, e quando si è molto tristi, a volte, si ha voglia di essere ancora più tristi, di piangere a volto scoperto, di mostrare a tutti il proprio dolore, «Guardate come soffro, io piango!». Quasi vorrei uscire dal bagno così, con le guance nere di trucco colato, il naso arrossato e gli occhi piccoli e gonfi (Dio, quanto sono brutta), abbracciarlo, posargli la testa sulla pancia e chiedergli: «Perché muori, papà?», sperando che lui, carezzandomi la testa, mi rassicuri: «Qui non muore proprio nessuno, bimba, io no di certo”. 

Dopo il successo de ‘La figlia femmina’ (2018), Anna Giurikovic Dato è tornata in libreria, dal 10 settembre, con Fazi Editore (250pp, 16Euro) con un romanzo intenso e doloroso. A metà strada tra una narrazione autobiografica e un romanzo di finzione, ‘Il Grande me’ racconta una storia di amore e solitudine, tra un uomo stravolto all’idea di poter morire da un momento all’altro per via di un tumore incurabile e una figlia che cerca di recuperare il tempo perduto, centellinando attimi preziosi.

Il presente – sempre in bilico tra realtà e delirio – si intreccia al passato, ai ricordi di Simone e a quelli di Carla, ricordi per entrambi lontani, resi più distanti dal peso della malattia, dall’incombere della morte che li tiene entrambi, costantemente in pugno. E mentre Carla – insieme ai suoi fratelli Mario e Laura – si trasferisce a Milano per assistere il genitore nelle ultime settimane di vita, vedendolo spegnersi giorno dopo giorno, Simone decide di liberarsi con i tre figli dal peso di un segreto che porta dentro da troppo tempo.

‘Il grande me’ è una storia di dolore, che in modo crudo, quasi brutale, riesce a verbalizzare le paure di ogni figlio di fronte alla scomparsa del proprio padre, ma è anche un viaggio poetico e commovente tra le fragilità di chi vede la morte in faccia e vuole tentare ancora di sfuggirla.

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